lunedì 8 giugno 2009
mercoledì 3 giugno 2009
Big Band National Park e Carlsbad Caverns
Due giorni all'insegna della natura, con prima visita al Big Band National Park, poi notte nel deserto texano e pomeriggio alle Caverne di Carlsbad, New Mexico. 

Il parco è suggestivo e immenso, ricco di piante dai bellissimi colori e rocce di ogni dimensione e forma.
Il parco è suggestivo e immenso, ricco di piante dai bellissimi colori e rocce di ogni dimensione e forma.
Telingua, la città che ci ha accolto per la notte, è davvero una città fantasma, avvolta nel nulla. Nonostante ciò rimaniamo affascinate dalla sua bellezza, e decidiamo di girovagare a cavallo per il lungo fiume. Purtroppo la tipella che organizzava i tours non aveva capito nulla di quello che le avevamo chiesto e così abbiamo dovuto rinunciare al giretto.
NASA e San Antonio
"Houston, abbiamo un problema"... Era d'obbligo fare un giro alla NASA e noi non ci siamo fatte scappare l'occasione. Nel tour organizzato nei minimi dettagli, abbiamo visto missili, navicelle spaziali e astronauti che si esercitavano. Tutto intorno un centro "spaziale" piuttosto bizzarro, che pareva un parco giochi piuttosto che una struttura di supporto ad un centro di tale importanza.


Dopo la visita, lasciamo Houston per San Antonio. Inizialmente siamo scettiche su quello che potremmo trovare, tanto che prendiamo questa tappa come "tappa-nanna". Ma il giretto notturno esplorativo ci fa scoprire una città molto carina, con un bellissimo River Walk che, accompagnato da ristorantini baretti e piante tropicali, attraversa tutto il downtown .
Comunque abbiamo molto gradito il giro turistico, soprattutto Titta, estremamente delusa di non aver potuto fare un giretto nella Sala di Controllo dei lanci spaziali...
Dopo la visita, lasciamo Houston per San Antonio. Inizialmente siamo scettiche su quello che potremmo trovare, tanto che prendiamo questa tappa come "tappa-nanna". Ma il giretto notturno esplorativo ci fa scoprire una città molto carina, con un bellissimo River Walk che, accompagnato da ristorantini baretti e piante tropicali, attraversa tutto il downtown .
Fotografiamo dalla macchina l'unica attrazione conosciuta della città, ovvero il Fort Alamo. Produrre questa foto non è stato facile, ma dopo aver sbagliato strada più volte siamo riuscite nell'intento.
domenica 31 maggio 2009
Swamps e arrivo a Houston
Giornata particolarmente sfortunata, cominciata bene con pranzo in location tipica della Louisiana e speranze di grandi tour per le swamps (ovvero le paludi).
Ma dopo essere faticosamente giunte nel posto previsto per l'esplorazione, ci ritroviamo a essere prima completamente bagnate da un dannato turista, poi abbastanza deluse dalla nostra visita alle paludi. Nella foto però, Clio e Erica sono gioise...(in realtà Polinutse ha appena rischiato di finire nelle acque torbide della palude...quindi questa più che gioia è isteria.....;)


Riprendiamo poi la Interstate 10 direzione Houston. Il viaggio è tranquillo, senza contare i soliti automibilisti e camionisti pazzi ai quali ormai siamo abituate.
Ma dopo essere faticosamente giunte nel posto previsto per l'esplorazione, ci ritroviamo a essere prima completamente bagnate da un dannato turista, poi abbastanza deluse dalla nostra visita alle paludi. Nella foto però, Clio e Erica sono gioise...(in realtà Polinutse ha appena rischiato di finire nelle acque torbide della palude...quindi questa più che gioia è isteria.....;)
Siamo anche state felici di aver visto gli amici alligatori, che qualche ora prima avevamo amabilmente mangiato con panatura decisamente piccante.
Riprendiamo poi la Interstate 10 direzione Houston. Il viaggio è tranquillo, senza contare i soliti automibilisti e camionisti pazzi ai quali ormai siamo abituate.
L'arrivo in città è un pò traumatico. Prima andiamo in un motel non ancora aperto, poi mangiamo costolette e patate in cartoccio dentro un parcheggio (comunque molto bonne). A completare l'opera, anche il secondo tentativo di motel non va a buon fine. Riprendiamo quindi il labirinto delle strade di Houston e finalmente arriviamo ad un motel 6 aperto, funzionante e libero. Ma qui veniamo letteralmente attaccate dalle zanzare che in pochi secondi ci massacrano in ogni lembo libero di pelle.
Finalmente pulite, incremate e impigiamate, ci prepariamo ad andare a nanna. Sperando in un domani più fortunato. Destinazione Nasa!!!
sabato 30 maggio 2009
Laura Plantation
La seconda giornata a New Orleans inizia con un giretto nella campagna della Louisiana: prima di tutto, però, riusciamo a fare una bella foto dello skyline di New Orleans dall'autostrada vicino al nostro Motel. Come potete dedurre, eravamo proprio in centro ;)...

Foto artistica di Titta alla nostra amata macchinina, ancora innominata.
Obiettivo della mattinata, un Tour nella Laura Plantation, storica piantagione di canna da zucchero e perfetto esempio della cultura creola.
Con l'aiuto della nostra Hyundai Elantra, riusciamo a farci un altro autoscatto con il Mississipi: questa volta, siamo davanti alla Joseph Plantation, per vedere il famoso viale di querce centenarie.
Foto artistica di Titta alla nostra amata macchinina, ancora innominata.
A rovinare la foto, c'è anche una diabolica guidatrice, che solitamente vedete indossare occhiali rossi...
New Orleans
Partiamo con il botto, con una visita guidata per la New Orleans VooDoo, tra cimiteri, chiese e santi sconosciuti.
Dopo un giro nel Quartiere Francese, decidiamo di tornare a salutare il nostro amato Mississipi: eccoci sul molo, attente ad evitare gli schizzi di uno scatenato trio di bambine, che giocavano e mangiavano nel fiume incuranti delle possbili malattie.

Dopo un giro nel Quartiere Francese, decidiamo di tornare a salutare il nostro amato Mississipi: eccoci sul molo, attente ad evitare gli schizzi di uno scatenato trio di bambine, che giocavano e mangiavano nel fiume incuranti delle possbili malattie.
Un piccolo scorcio delle mille coloratissime case con terrazze in ferro battuto tipiche del quartiere.
New Orleans è la patria del jazz, e anche Titta viene arruolata da una strana band: in quanto suonatrice di sax, Gianca sarebbe fiero di lei.
Vedere il tramonto sul Mississipi si rivela più complicato del previsto, ma non poteva proprio mancare.
Dopo aver trovato la "migliore" delle postazioni, grazie al consiglio di una cacciatore e di un gay, troviamo anche una gentile signora che si offre di scattarci una foto tenendo nell'altra mano una bicchiere di vino rosso.
Man mano che il sole scendeva, il nostro livello di stupidità aumentava...
Ed eccolo qui il meraviglioso tramonto, che sul finale si è tinto di violetto.
Elvis, The Pelvis in The Memphis
Prima di partire per New Orleans, era d'obbligo una visita alla super kitsch casa del mitico Elvis: per la modestissima cifra di 25.20 dollars a persona (grazie allo sconto studenti) abbiamo avuto l'onore, uniche sane (?) tra molti scoppiati, di addentrarci nel mondo psichedelico di un ragazzo con problemi (uno per tutti, la stanza-jungla).

In compenso, comprese nel prezzo, c'erano le mitiche cuffiette, la cui corretta risitemazione era serio motivo di preoccupazione per l'"impegnatissimo" staff della villa: una volta in fila, un'aggressiva cicciona, ci ha ripetutamente ordinato di posizionare le cuffie a metà del nsatro arancione, PRIMA di salire sullo shuttle, minacciando una terribile punizione: l'impossibilità di lasciare la villa.


In compenso, comprese nel prezzo, c'erano le mitiche cuffiette, la cui corretta risitemazione era serio motivo di preoccupazione per l'"impegnatissimo" staff della villa: una volta in fila, un'aggressiva cicciona, ci ha ripetutamente ordinato di posizionare le cuffie a metà del nsatro arancione, PRIMA di salire sullo shuttle, minacciando una terribile punizione: l'impossibilità di lasciare la villa.
Noi, stravolte, alla sesta ripetizione, abbiamo orgogliosamente mostrato di aver svolto appieno il nostro compitino.
Ultimo emozionante momento del nostro tour, il gift shop: abbiamo scelto per voi questo oggetto, dopo un testa a testa con un'inquietante orsetto vestito di pelle rosa, marcata Elvis.
- il triste e frastornato animale non ancora chiaramente identificato (asino?vitello?), trasportato a novanta miglia orarie sopra un pick-up (Abbiamo lungamente affiancato il suddetto veicolo per un primo piano di valore)
-Una casa viaggiante
-Un camion posseduto dal demonio che,impegnate a non farci schiacciare, non siamo riuscite a fotografare
Prima cena a New Orleans in un superfighetto ristorante creolo (cioè nativo delle colonie), a base di molluschi e salmone.
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